Il Mastro Leonardo Airaghi

Un ringraziamento particolare va al mio amico Simone Carlesi

( amministratore del gruppo Italiano fb, " Tabacchi e Pipe" )

il quale, mi parlò del Mastro Airaghi e per il quale, dopo una attenta lettura su di lui, mi sono molto appassionato. Nel suo creare opere artistiche artigianali, ha lasciato traccia di se che credo sia meritevole di essere raccontata.


Dino da Campione al secolo Leonardo Airaghi nato a Milano (1929 - 2010) fu straordinario interprete nella fabbricazione artigianale delle pipe e da molti considerato: “ il Campione fra i produttori artigianali italiani”, inizio’ l’attività nel 1969.

Discendente di famosi e riconosciuti artisti fra i quali Tomaso Airaghi 1827-1899 e Giovan Battista Airaghi (1803-1855) Leonardo Airaghi 1871-1900, adatto’ alla fabbricazione delle pipe, il concetto di unicità delle opere artistiche.

Ogni pipa era un blocco scultorio, definito dalla venatura del legno; la pipa nasceva per propria natura ma sempre con forme classiche, eleganti ed equilibrate.

Pipe sempre lucidate con cere naturali, le rusticate erano rarissime, le pipe che nel corso della lavorazione presentavano carboni o fessurazioni anche modeste, venivano semplicemente ”abbandonate”.

Realizzava spesso piccole superfici piane alla base della pipa e un “un piedino” in osso o radica nella fascia del bocchino per apppoggiare la pipa sul tavolo senza farla inclinare, evitando la contaminazione del bocchino, mantenendo la combustione il piu’ possibile omogenea anche nelle pause ed eliminando fuoriuscite di tabacco ardente dal fornello. L’uso all’esterno era cosi’ facilitato e senza portapipa.

Attenzione maniacale era rivolta al posizionamento del foro di aspirazione in coincidenza con il fondo del fornello avendo sviluppato una tecnica che consentiva di realizzarlo sempre nel punto ottimale.

Gli acquirenti sapevano di ordinare “una Dino da Campione” non una Bulldog o una Billiard e solo qualche piccola indicazione era accettata; non si verificavano rifiuti, anche quando la sorpresa era grande, ci si innamorava dei dettagli.

A differenza dei molti artigiani che a partire dalla meta degli anni ’90 sono cresciuti e si sono sviluppati in tutta Italia, Dino da Campione ha rappresentato un unicum per: ” eleganza, originalità dei particolari e qualità del prodotto”.

Presidenti di multinazionali straniere, nobiltà e politici di notorietà mondiale e nazionale, clienti imprenditori di successo, uomini di forte personalità e carattere lo ricercavano anche sul posto di lavoro (Dirigente di un settore del Casino’ di Campione) per parlare con lui e raccomandarsi una pipa che alcuni veneravano come portafortuna.(al gioco!)

Dalla Svizzera inviava in Florida, Brasile, Venezuela, New York, Delaware, Singapore, Dubai e Corea. Una Sua preoccupazione: ”la pipa e il suo bocchino finite cosi’ lontano non potevano piu’ rompersi…” per testare i prototipi ed eliminare le rotture accidentali a casa dei dei clienti, lanciava le pipe contro il muro del laboratorio spesso con un risultato negatrivo ma finalmente nell’ultima evoluzione tecnica sviluppata con il figlio Cesare i bocchini e la pipa resistevano alla prova!

Dino non si vantava piu’ di tanto era anti marketing per eccellenza, divenne cosi’ editorialista di: ”Amici della Pipa” realizzando numerosi articoli sempre controcorrente e originali.

La fabbricazione fu sempre realizzata come hobby avendo altre attività anche di origine familiare, le dinamiche commerciali in Italia erano appannaggio quasi esclusivamente di Novelli a Roma che resto’ per lunghi anni l’unico punto di riferimento anche se con un modesto numero di pezzi a disposizione.

Ogni Dino da Campione richiedeva del tempo di realizzazione decisamente importante e questo limito’ fortemente la produzione, ma è garanzia del fatto che ogni pezzo punzonato con il timbro originale, è stata realizzata dalle sue mani.

Le punzonature oltre al marchio “Dino da Campione”, potevano essere in aggiunta un ovale con le iniziali “A.P.” sigla di “Assolutamente Perfetta” riservata alle pipe senza la minima traccia di impurita della radica e in aggiunta un numero variabile fino a 4 di “Lumachine” che al pari delle stelle degli alberghi ne identificavano una personale classifica. La denominazione speciale: ”QUEEN” era riservata ai pezzi che riteneva straordinari e dei quali si era innamorato.

Il laboratorio ancora oggi intatto a Morcote in Svizzera, rivela i particolari di come sono state create molte originali soluzioni: anello in corno, lumachina in argento o oro e corallo sotto resina, piedino igienico, perno del bocchino in legno e teflon antirottura, bocchino scolpito realizzato dal pieno, bocchino relizzato in 5 pezzi con anello in radica e corno, ghiera metallo al bordo camino, etc.

La collaborazione trentennale con il figlio Cesare Airaghi, che nel 1980 aveva intrapreso la carriera di designer di oggetti, anche in radica, sviluppo’ negli ultimi anni la tecnica del bocchino antirottura diagonale del quale si conoscono pochissimi esemplari: pipa e bocchino si integrano perfettamente, realizzando non solo slancio estetico ma coesione assoluta, rendendo quasi impossibile la rottura per caduta accidentale.

Queste particolarità costruttive assolutamente contrastanti con il concetto di standardizzazione produttiva erano l’opposto del concetto di profitto, elevato é in percentuale il numero di pezzi che non volle mai vendere ed inserire nella Sua collezione.

Dino continuo’ per propria passione a realizzare esemplari fino al 2005 ma dopo il 1999 sono stati trattenuti dalla famiglia.


Dino da Campione si spense serenamente il 10 dicembre 2010 nella casa famigliare a Morcote in Svizzera.


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I dati della produzione per anno sono i seguenti purtroppo senza tracce relativamente ai modelli:

  • 1969 12 pezzi

  • 1970 24 pezzi

  • 1971 38 pezzi

  • 1972 38 pezzi

  • 1973 60 pezzi

  • 1974 51 pezzi

  • 1975 87 pezzi

  • 1976 27 pezzi

  • 1977 68 pezzi

  • 1978 121 pezzi

  • 1980 92 pezzi

  • 1981 107 pezzi

  • 1982 155 pezzi

  • 1983 187 pezz

  • 1984 188 pezzi

  • 1985 166 pezzi

  • 1986 201 pezz

  • 1987 216 pezzi

  • 1988 165 pezzi

  • 1989 177 pezzi

  • 1990 235 pezzi

  • 1991 213 pezzi

  • 1992 188 pezzi

  • 1993 199 pezzi

  • 1994 255 pezzi

  • 1995 237 pezzi

  • 1996 165 pezzi

  • 1997 188 pezzi

  • 1998 176 pezzi

  • 1999 145 pezzi



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In una emozione in una mia semplice, dentro. “ La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”